Carnival tribute

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Carnival tribute

Stavo pensando a quanto potrei delineare queste giornate attraverso i colori.
Ieri per tutti è stato il giorno “del bianco”, la neve è caduta copiosamente e incessantemente fuori dalle finestre, ha ricoperto il paesaggio del suo candore e lo ha sepolto con il suo silenzio prepotente.
Ieri per me è stato il giorno “del nero”, dei pensieri che squarciano l’anima, che risuonano copiosamente e incessantemente nelle orecchie, che diventano assordanti se circondati dal silenzio del manto nevoso.
La mia cucina, rifugio sicuro e fonte di nuovi colori, trampolino di evasione da questo scenario emotivo da film retrò.
Un piccolo tributo al carnevale che se ne va, alle sue maschere colorate e alla gioia che mi trasmettono, una ricetta della mia terra che si tramanda da generazioni di “regine del focolare”.

Per queste frittelle: cuocete 200gr di riso in 500ml di latte e fate raffreddare. tagliate 4 mele, aggiungetele al composto con 6 cucchiai di zucchero, una bustina di uvetta (ammollata in acqua precedentemente). aggiungete 10 uova, la scorza di un limone e di un arancio e un bicchierino di sambuca. aggiungete farina, quanto basta per addensare. friggete in olio bollente e spolverizzate con lo zucchero a velo.

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Inclassificabilmente noi

Io non l’ho mica capito cosa siamo.

Per carità, ho sempre creduto difficile dare un’etichetta ai sentimenti. Nella mia vita ci sono stati amici amati più di fratelli, fidanzati meno importanti di amici, semplici conoscenti di passaggio a cui ho donato parti preziose di me, compagni che non sono nemmeno arrivati sull’uscio del mio “IO”.

Poi un giorno sei arrivato tu. Era una sera di inizio estate, una di quelle volte che esci con il cuore in fibrillazione perchè sai che sarà da ricordare.

Ho passato i giorni prima ad immaginarmela, c’era la musica che mi piace, il ragazzo dei miei sogni e l’allegria dell’estate.

Non sapevo che quella sera però, insieme a te, sulla mia macchina sarebbe salito “tutto”.

Tutto per me è la completezza, è il legame, è la presenza che rappresenti.

Mi ci è voluto del tempo per capire cosa si nascondesse dietro al tuo sguardo profondo e al tuo sorriso rassicurante e ancora oggi spesso faccio fatica a comprenderti.

Abbiamo fatto ogni genere di cosa insieme.

Abbiamo viaggiato all’avventura e confuso il giorno con la notte, insieme abbiamo riso e abbiamo pianto, ci siamo detti le peggior cose e poi ci siamo abbracciati così forte da toglierci il fiato.

Un giorno amici, un giorno amanti, ripercorriamo i nostri passati, condividiamo il presente e immaginiamo un futuro diverso da questo.

Una cosa sola non sappiamo fare, amarci, perlomeno non lo sappiamo fare secondo i canoni convenzionali.

Ci piace scherzare sul nostro “non amore” anche se ci sono momenti che le nostre anime si accarezzano e si cullano come solo un “vero amore” sa fare.

Nel nostro mondo funziona così, i ruoli ci vanno stretti e mi chiedo se sia possibile farlo anche nel mondo reale.

Io so che quando sono smarrita la tua voce e le tue parole mi fanno ritrovare l’orizzonte buono, so che quando sono felice mi basta guardarti per capire che lo sapevi già.

Non passa giorno senza che tu non mi sorprenda e non c’è posto migliore dove rannicchiarsi se non tra le tue esili braccia. Sorprendentemente, il tuo corpo gracile riesce ad essere il porto sicuro dove attraccare la mia zattera.

Dopo mille domande senza risposta ho smesso di pensare, voglio solo viverti giorno dopo giorno per quello che siamo e oggi nella mia cucina preparo questo riso, dolce e amaro come noi.

 

 

 

 

 

Risotto DolceAmaro:    (per 2 persone)

200 gr di riso, una mela, un radicchio lungo, mezza cipolla bianca, dado di carne, vino bianco, sale q.b., Parigiano, burro, 

 

Preparate il brodo con il dado. In un’altra pentola fate soffriggere la cipolla in un po’ di burro. Tagliate a striscioline il radicchio e a sminuzzate la mela. Versate nel soffritto la mela e il radicchio e lasciate rosolare. Aggiungete il riso, fatelo tostare e salate. Sfumate con il vino e fatelo evaporare. Cuocete lentamente aggiungendo il brodo un po’ alla volta. Quando il riso è al dente mantecate con parmigiano e un po’ di burro a fuoco spento. Coprite per un paio di minuti con uno strofinaccio.

 

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Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ha bisogno di noi.

Romain Gary

 

 

 

 

 

La passione secondo Nutella

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La passione secondo Nutella

Rifugio di cuori infranti, consolatrice di animi inquieti, anima della festa, esaltatrice dell’erotismo culinario…
in una parola Nutella!
Oggi è il “Nutella Day”… questo è il mio modo di renderle omaggio.

spiedini di Banana e Nutella!

Mettete la Nutella dentro a dei taglia pasta da biscotto, foderate con la stagnola e lasciate in freezer per qualche ora.
formate gli spiedini con la banana tagliata.

Ottimi anche per piccoli momenti di passione!

Dimmi cosa vuoi e ti dirò chi sei…

Sono stata un po’ lontana dal mio blog in questi giorni ma non l’ho dimenticato.

Mi sono presa un po’ di tempo per riguardare il percorso fatto fino a qua e per capire dove svoltare al prossimo bivio.

Ci sono sempre strade che si diramano improvvisamente sul mio cammino ed è giunto il momento di capire da che parte andare.

 

Ho colto l’opportunità di ascoltarmi un po’ di più e ho provato a osare con qualche ingrediente nella mia cucina.

Sì, è giunto per me il momento di ardire, di sperimentare senza avere paura, in fin dei conti come un piatto mal cucinato non comporta altro che una cattiva cena perchè non cominciare a pensare che anche nella vita alcuni errori sono facilmente rimediabili?

 

Ho sempre pensato troppo. Pensavo, ripensavo, riflettevo, aspettavo e ripensavo di nuovo.

 

Lo dice anche Bersani… (il cantante eh!)

 

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane”.

 

Da oggi il pane lo voglio complicare solo di sapori buoni e innovativi, cominciando un viaggio avventuroso attraverso nuovi orizzonti nella vita e nella mia cucina.

Come la vita non smette mai di sorprendermi ogni giorno che passa, allo stesso modo voglio continuare a farmi sorprendere dalla scoperta di abbinamenti vincenti nelle mie ricette mettendo sempre un pizzico di passione.

 

L’altro giorno stavo leggendo qualche ricetta nuova quando un’idea è sobbalzata nella mia mente: iniziare un viaggio alla ricerca di piccoli concentrati di gusto per rendere più interessanti i momenti preliminari all’intimità.

Ho sempre pensato che l’erotismo parta dalla mente e che per un buon risultato bisogna osare di fantasia e intrigo.

 

Arriva la sera giusta, luci soffuse, musica lenta dai suoni caldi, qualche candela, un vino rosso dal sapore corposo.

Lui porta una benda nera sugli occhi, non vede nulla, è molto coinvolto da questo gioco, la sua bocca attende desiderosa un intrigo di gusto.

Sente qualcosa di morbido sulle sue labbra e lo addenta lentamente, assapora la dolcezza che lo ricopre e succhia il liquido che ne esce.

Passa con la lingua sulla sua superficie e resta sorpreso dal contrasto di sapori con retrogusto speziato.

Sente nuovamente qualcosa di morbido sulla sua bocca e la lecca dolcemente ma questa volta i sapori sono dati dall’incontro di un altro corpo.

 

 

 

FRAGOLA SPEZIATA:

 

Prendete una fragola succosa, lavatela e tenetela intera.

Fate sciogliere qualche cubetto di cioccolato bianco a bagno Maria e fatelo colare sopra alla fragola.

Cospargete la fragola con la cannella.

 

…buon divertimento…

 

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Erotismo è quando l’immaginazione fa l’amore con il corpo.

Emmanuel Dongala

Pensieri caldi in questa notte fredda…

È una notte come tante, un cielo freddo accompagna il finire della mia giornata.

Fuori scende la neve, scricchiola mossa dal vento sulle tegole mio tetto.

Tutto è buio e muto intorno a me, sono sola con le mie cuffie nelle orecchie.

Trasportata dai miei pensieri desiderosi di calde atmosfere, decido di ascoltare un tango.

Immagino lo sventolio di vestiti rossi, passi sinuosi, sguardi e sospiri ricchi di passione.

 

Vengo rapita da queste melodie avvolgenti, scorrono impetuose le immagini davanti a me, si bloccano bruscamente davanti a lui.

 

I suoi occhi verdi, i suoi capelli mossi pettinati dal vento. Un sorriso malinconico nascosto dietro a una personalità maledettamente affascinante.

Mi sembra di sentire il vento caldo di quelle terre lontane, scorgo la spiaggia che bagna la città dai mille colori, rincorro gli scorci fiabeschi che fanno da sipario ai teatranti di strada, sento la musica che corre veloce e inarrestabile lungo le vie.

 

Siamo di nuovo noi, dopo tanto tempo passato lontani l’uno dall’altra.

Un dolce vino rosso scorre nei nostri bicchieri, una piacevole sensazione di libertà scorre nei nostri corpi.

 

Cammino ad occhi chiusi per la strada, guidata solo dalla sua mano sicura. Ascolto i suoni che ci circondano, mi lascio trasportare dal calore del suo contatto.

Il passo sicuro sull’asfalto cittadino diventa una danza instabile una volta affondati i piedi nella sabbia.

 

Alzo lo sguardo davanti a me, si perde nel mare che pare d’inchiostro.

Pochi stranieri apparentemente disinteressati introno, le luci della civiltà sono lontane dietro le nostre spalle.

Non ho mai smesso di pensare a lui, di immaginarlo di nuovo di fronte a me.

Non ho mai smesso di desiderarlo con tutta me stessa.

Lo respiro a pieni polmoni. Il mio cuore imbizzarrito rimbomba dentro il mio corpo.

Fremo al contatto delle sue mani sul mio viso.

 

< Quanto mi era mancato il suo modo di spostarmi i capelli dietro le orecchie! >

 

 

Si avvicina lento, si muove sinuoso tra le mie labbra.

Mi abbandono totalmente al sapore di lui. Lo accolgo su di me e lo lascio entrare.

Risuona la sua voce nella mia testa, le sue parole mi travolgono e mi sconvolgono nel profondo.

Sono completamente sua.

Vorrei dilatare questo tempo fino a renderlo infinito.

Potrei vivere di lui, della sua essenza, del suo tormento.

 

Mi assopisco lentamente con la testa sul suo petto, mi abbandono al lieve passaggio delle sue dita.

 

La musica finisce. Sono di nuovo avvolta dal buio freddo della mia stanza. Sono di nuovo lontana da lui.

 

 

 

Sento il bisogno di creare qualcosa nella mia amata cucina, di esprimere questa passione attraverso una nuova pietanza.

 

Code di gambero, succo d’arancia, salsa di soia.

C’è tutto… il mare, il sapore avvolgente, il tocco di terre straniere.

Manca solo un pizzico di passione… e allora: FLAMBE’!!!

 

 

 

CODE DI GAMBERO FLAMBE’:

 

ingredienti: (per due persone)

 

250 gr di code di gambero

uno spicchietto d’aglio

olio q.b.

Il succo di un arancio

salsa di soia q.b.

Origano

sale

pepe

una spruzzata di Whisky

 

Fate un soffritto di olio e aglio. Buttate le code di gambero e sfumate con il succo di arancia. Una volta rappreso il succo, aggiungete un filo di salsa di soia, sale, pepe e una bella spolverata di origano. Lasciate cuocere a fuoco vivo fino a che non saranno ben cotti. Aggiungete una spruzzata di whisky e fate infiammare i vapori vicino al fornello (occhio a non esagerare con il whisky!!).

Lasciatelo bruciare un po’, eventualmente spegnete le fiamme coprendo la padella con un coperchio.

E’ un piatto facile e molto d’effetto, da proporre nelle cene speciali…

 

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” Tutto sembra passione a chi non ne ha mai provata… “.

Claude-Prosper Crébillon

 

Amore: un apostrofo rosa tra le parole Brave-Heart!

L’amore è una cosa semplice”, perlomeno così dice Tiziano Ferro in una delle sue canzoni.

L’anno passato è stato per me come un ring dell’amore, dove tutti i pugni presi mi hanno mandato a tappeto lasciandomi sospesa in una specie di torpore.

Non mi era chiaro se a fare male fossero più i colpi incassati e le ferite sanguinanti o se fossero i calci ricevuti durante il mio tragitto all’infermeria.

Ma una cosa è certa, a tutto ci si può abituare e a un certo punto non ho più sentito nulla.

Ero anestetizzata.

Sono stata creata per amare, ne sono certa.

Tutti abbiamo degli affetti e delle persone care, questo sì. Ma io mi sento proprio appagata nell’amare chi mi sta vicino. Avere attenzioni particolari, saper sorprendere, ricoprire di affetto gli altri, dà un senso alla mia presenza.

Sono stata creata per essere ingenua.

 

“Ingenuo: che non concepisce negli altri malizia o cattiveria e si dimostra quindi fiducioso, sincero”.                                                                                              

Eh sì, perché io vivo sempre in buona fede verso il prossimo, non approfitto, non illudo. Purtroppo ogni volta credo di trovare lo stesso da chi ho di fronte, stessa limpidezza, stessa schiettezza, stessa purezza di intenzioni. Ne sono convinta. Nella maggior parte dei casi rimango fregata.

Sono stata creata per soffrire.

Alla luce del fatto che non sospetto mai la malafede altrui, sono destinata frequentemente a bruschi risvegli contro la realtà dei fatti. Ogni volta rimango incredula e sofferente come se il passato non mi avesse insegnato nulla.

Di recente sono venuta a conoscenza che è stata cambiata la formula del rito del matrimonio. Ora si è tenuti a recitare: io accolgo te come mio sposo. 

Amare è accogliere l’altro, farlo entrare nella tua esistenza, condividere le soddisfazioni, mostrare le proprie vulnerabilità. Una cornice argentata di belle parole che racchiudono un’immensa responsabilità.

 

Caro Tiziano, tu dici che l’amore è affar semplice.

Io dico che per amare qualcuno ci vuole coraggio e ci vuole coraggio per lasciarsi amare.

C’è chi mi hai avvolto di belle parole e finte fragilità, rinnegandomi a posteriori senza neanche respirare in mezzo.

C’è chi si è rifugiato nel nostro mondo, facendo finta che la sua quotidianità, maledettamente in crisi, non esistesse.

C’è chi mi ha fatto sentire unica e mi ha lasciato andare lontano da lui.

C’è chi mi ha affidato il suo essere vorticosamente sorprendente e non sa se può riuscire ad amarmi.

Ci sono io.

Riflettendoci, anche io penso che l’amore sia un sentimento semplice che non conosce artefatti. Siamo noi spesso a non volerlo così.

È più facile plasmarlo e adattarlo alle nostre necessità.

Talvolta nascondiamo il bisogno di lui dietro al sesso, altre volte dietro all’amicizia, talora dietro alla solitudine.

Ma non si può fuggire dalla sua nobiltà, prima o poi ci devi fare i conti e se accetti la sua sfida audace non mancherà di sorprenderti.

Basta avere il coraggio di volerlo.

 

 

 

Seduta sullo sgabello della mia cucina, credo che niente rappresenti meglio questi pensieri del tortino al cioccolato dal cuore caldo.

Esternamente croccante, ti sorprende con un interno dal sapore avvolgente.

È servito con una pallina di gelato, fredda e contrastante come l’impatto alla realtà.

Raggiunge la completezza con un estratto di lamponi, aspri come le delusioni da affrontare, rossi come le sensazioni forti della vita.

 

 

Tortino cioccolato con cuore morbido (per 4 persone):

100 gr cioccolato fondente

100 gr di burro

2 uova

80 gr di zucchero

40 gr di farina

Sciogliete il cioccolato con il burro. Trasferite il composto fuso in una ciotola a raffreddare, poi aggiungete uova, zucchero e farina setacciata. Imburrate e infarinate i pirottini e riempiteli per metà con l’impasto ben amalgamato. Cuocete per 10 minuti in forno a 220 gradi.

 

Estratto di Lamponi :

100 gr di lamponi

15 gr di zucchero 

10 gr di acqua

Mettete il composto di lamponi, zucchero e acqua a sciogliere a bagnomaria. E’ importante che la cottura sia lentissima. Filtrate i semi a fine cottura se vi va.

 

Componete il piatto con un fondo di estratto di lamponi. Affiancate al tortino di cioccolato una pallina di gelato alla panna o alla crema. Per rendere il piatto più interessante e dal sapore orientale, potete scegliere un gelato al the verde. E’ importante che sforniate il tortino dopo solo 10 minuti e lo serviate immediatamente affinché mantenga il cuore caldo e parzialmente sciolto.

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 “amami se hai il coraggio

Yann Samuell

 

Il sapore dolce dell’amicizia

Oggi doveva essere il primo giorno di rientro alla routine dopo la pausa Natalizia.

Suona il telefono. Un amico mi chiede come va e cosa sto facendo.

Vive abbastanza lontano da me ma nonostante tutto lo sento quasi quotidianamente.

 

<< senti ma se io parto ora, alle 16 circa sono da te mi prepari la cena? >>

 

Era da un po’ che prometteva di venire a trovarmi ma distanza e impegni hanno sempre remato contro.

Alle 16:30 era veramente sotto casa mia.

Lo accolgo con un abbraccio quasi incredulo. Davvero ha fatto tanta strada per me?

Decidiamo di fare un piccolo giretto a piedi.

Compriamo un po’ di cose per la cena.

Il mio paese è magico, almeno io lo vedo così. Stradine piccole, ora illuminate da poche e fioche luci di Natale. Ci sono solo 7 negozietti ma dentro ci puoi scovare ogni genere di cosa. E’ tutto un po’ retrò, compresi certi negozianti.

In macelleria trovi ancora i pezzi di carne appesi ai ganci dietro il bancone, nel forno senti ancora il profumo del pane caldo. Sarà che qui ci sono cresciuta ma io trovo tutto incredibilmente affascinante, chissà se lui l’ha visto così.

Lui è un mago della reflex. Dopo la passeggiata, abbiamo passato ore a fotografare qualsiasi cosa, dai dettagli della mia casa nuova, al mio cane, a me. Lui maestro io assistente, con risultati davvero sorprendenti.

 

Pensavo come ripagare tanto affetto se non con un piatto dolce della mia terra!

Così mentre lui finiva di scattare le ultime foto ho cucinato i tortelli.

Amaretti, mostarda e zucca nel ripieno. Burro fuso e salvia croccante per avvolgere l’impasto. Gusti intensi annegati in un bicchiere di “Ripasso”.

I sapori giusti per salutare una giornata così.

 

 

Questa per me è la ricetta del ripieno perfetto:

 

1 kg e ½ di zucca

150 gr di amaretti

80 gr di mostarda di mele

un uovo

noce moscata

formaggio grana

 

Cuocete la zucca tagliata in quattro quarti e priva di semi a 200 °C.

Dopo aver tolto la buccia passatela al setaccio fino a renderla poltiglia.

Aggiungete gli amaretti e la mostarda finemente tritati.

Salate a piacere, aggiungete il formaggio grattugiato e un pizzico di noce moscata.

Unite un uovo intero per legare il composto.

Lasciate riposare per 30 minuti.

 

Potete giocare sulle quantità in base alla grandezza della zucca; vi basterà fare le giuste proporzioni.

 

Per l’impasto:

 

1 uovo corrisponde a 1 hg di farina

1 uovo corrisponde a una persona

 

1 kg e ½ di zucca corrisponde circa all’impasto per 10/12 persone.

 

 

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Per raro che sia il vero amore, è meno raro della vera amicizia.

François de La Rochefoucauld